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Jacopo Fagioli: Dialogue

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Jacopo Fagioli: Dialogue
È sempre stimolante recensire un lavoro di un giovane talento. Tanto più se questo musicista è stato appena consacrato come miglior talento al referendum Top Jazz 2025.

Il trombettista Jacopo Fagioli  è al suo secondo lavoro e con il primo nel 2022 aveva già ricevuto riconoscimenti importanti. Se Bilico era un lavoro concepito in duo con il pianista Nico Tangherlini, una formazione già vincitrice del premio Marco Tamburini 2019, con Dialogue il musicista toscano segna una nuova evoluzione.

Già il titolo è un'intenzione, il volere spingere la tromba attraverso il dialogo con il quartetto verso territori nei quali la bellezza formale non è mai fine a se stessa, ma si fa strumento di confronto con l'ascoltatore e di riflessione sociale.

Il primo punto di forza è l'organico e la scelta dei musicisti. La decisione di inserire la chitarra di Davide Strangio permette a Fagioli una sottrazione armonica che—rispetto ad un quartetto con pianoforte—libera lo spazio e apre la possibilità di poggiare su altre strutture nell'improvvisazione, permettendo una ricerca timbrica sulle tessiture create da Strangio, che non accompagna, ma si muove a volte come una sezione orchestrale di ottoni, un magma sonoro orchestrato ed elettronico che permette alla tromba di galleggiare in continua mutazione.

Il batterista Mattia Galeotti, un nome sempre più presente in molti lavori di valore di giovani artisti emergenti e non, con contributi sempre determinanti per qualità e intensità,  disegna con i piatti e i tamburi, utilizzando anche le spazzole e le mani per creare quel substrato materico su cui si poggia la tromba e il dialogo cromatico con l'elettronica della chitarra. Particolarmente interessante nel brano "Multicultural Heritage," il suo impegno ritmico sui cicli ritmici ispirati alla musica Konnakol carnatica, un lavoro che spinge i tempi dispari in una danza complessa ma fluida.

Amedeo Verniani, giovane contrabbassista ormai di grande esperienza e con indubbie qualità tecniche, capace di gestire lo spazio armonico con un senso della forma quasi compositivo, con la sua capacità di passare da un walking solido a un uso esteso dell'arco con tecniche che richiamano la musica contemporanea, è fondamentale per sostenere anche gli approcci dell'improvvisazione più radicale, ed è lui a fornire la massa critica necessaria affinché il dialogo non diventi mai evanescente e ad interagire con i silenzi e con le risonanze della chitarra di Strangio. Molto belli i momenti di classicità presenti in "Desertification."

Dal punto di vista tecnico Fagioli ha assimilato e metabolizzato le lezioni di Ralph Alessi e di Peter Evans. Questo si ascolta nell'uso del trombino in contesti di improvvisazione radicale, uno strumento che rinasce dopo la sua sottrazione al rigore della sua connotazione barocca nella musica classica, vedi alla voce Maurice André. E questo lavoro sul trombino si riverbera anche nel suono della tromba, e assume un ruolo nella caratterizzazione del fraseggio di Fagioli, sempre più influenzato anche dalle modernità di Ambrose Akinmusire.

Si potrebbe dire altro, come sul lavoro di decostruzione letta con la lente dell'improvvisazione radicale figlia delle esperienze con Stefano Battaglia, presente in alcuni brani e molto evidente in "From Bach's minuets in G."

Ma per il resto è sufficiente fermarsi ed ascoltare questo lavoro di un giovane musicista capace di vivere il presente ridefinendo la linea di congiunzione tra la tradizione lirica italiana, vedi alla voce Enrico Rava, Paolo Fresu, Fulvio Sigurta, e l'avanguardia intellettuale europea e americana. E per chi vuole approfondire, ecco una bella intervista con Fagioli.

Track Listing

avoid thoughts of power and domination; multicultural heritage; from Bach’s minuet in G; greenwashing; dome; aaa aaa; desertification

Personnel

Album information

Title: Dialogue | Year Released: 2025 | Record Label: Aut Records

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