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William Tatge New Call al Pinocchio di Firenze
Courtesy Annamaria Lucchetti
Pinocchio Live Jazz
Firenze
31 gennaio 2026
A più di dieci anni dall'uscita di Borderlands e dall'ultimo concerto in città, il pianista William Tatge e il suo quartetto Last Call sono tornati a suonare a Firenze. Nato in Umbria da famiglia americana, cresciuto a Firenze ma poi trasferitosi a New York da oltre quindici anni, Tatge (clicca qui per leggere una sua intervista) con questa formazione esplora territori d'improvvisazione molto libera, nella quale dare spazio a quell'urgenza di divagare e inventare musica sul momento che lo accompagna fin da ragazzo e che lo ha portato ad allontanarsi dalla classica della sua formazione, avvicinandolo al jazz.
In quest'occasione la formazione che vede accanto al pianista il sassofonista Dan Kinzelman, il contrabbassista Francesco Ponticelli e il batterista Stefano Tamborrino ha avuto la possibilità di sperimentare dal vivo una serie di brani nuovi, che è già previsto vengano registrati la prossima primavera per un nuovo album, accompagnati da alcuni altri pezzi tratti da Borderlands. Anche se, a detta dei protagonisti, il concerto è stato impegnativo sia perché il gruppo non si vedeva da tempo, sia per la necessità di mettere a punto il nuovo repertorio, il concerto ha funzionato piuttosto bene: la cifra della musica si è confermata molto moderna e sperimentale, alternando momenti di rarefatta ricerca timbrica ad altri di maggior trasporto espressivo.
Da questo punto di vista, oltre gli splendidi assoli di Tatge alla tastiera, nel quale il pianista ha mostrato una invidiabile tavolozza timbrica e una varietà di stilemi dal classico alla sperimentazione, un apporto fondamentale è venuto da Kinzelman, come sempre capace di stupire per inventiva e sonorità: a momenti più scabro e dissonante, a momenti più avvolgente e capace di grande trasporto, l'artista (che ha fatto esattamente la strada opposta al pianista, essendo nato nel Wisconsin ma ormai italiano d'adozione) ha confermato di essere uno dei sassofonisti più originali sulla scena.
L'impressione generale è stata che le nuove composizioni siano (almeno per il momento) un po' più "ordinate" di quelle precedenti, lasciando leggermente meno spazio alle iniziative dei singoli; ciononostante, la cifra rimane la medesima e il concerto ha palesemente convinto il folto pubblico presente, che ha richiesto più bis e festeggiato i musicisti dopo la conclusione. Per chi scrive è forte l'attesa della registrazione del materiale e dell'uscita del disco, perché la formazione è senz'altro una realtà molto interessante.
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