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Ferdinando Romano al Pinocchio Live Jazz di Firenze
Courtesy Annamaria Lucchetti
Pinocchio Live Jazz
Firenze
17 gennaio 2026
Ferdinando Romano è un musicista che non si attarda sui singoli passi del proprio percorso artistico ma che guarda sempre avanti, esplorando nuove prospettive e collaborando con nuovi compagni di viaggio. Anche nel suo ultimo lavoro The Legends of Otranto uno dei migliori dischi ascoltati nel 2025 ha cambiato sia la formazione che l'impianto stilistico del disco precedente, Invisible Painters, dando vita a qualcosa di decisamente nuovo, originale ed eclettico.
Il progetto nasce in occasione del festival AccordionFest Estonia 2023, che commissiona a Romano una suite, per realizzare la quale egli riunisce attorno a sé il fisarmonicista finlandese Veli Kujala, sperimentatore nella fisarmonica a quarti di tono, la pianista estone Kirke Karja e il batterista romano Ermanno Baron; con una intuizione visionaria, però, mette questo quartetto dalle radici composite all'opera attorno a una musica che s'ispira alle tradizioni mitologico-popolari di Otranto, cittadina alla quale si legano le origini della sua famiglia. Le "leggende" cui si riferiscono il nome del progetto e il titolo del libro sono in tal modo visionarie storie di luoghi magici e personaggi fiabeschi, perlopiù chiamate a spiegare con fantasia conformazioni geologiche o episodi storici, che prima di ogni brano Romano ha narrato e spiegato; ma la musica che a essi si ispira è di fatto assai lontana tanto dalla musica popolare di quelle terre, il Salento e la Puglia, quanto dalle fascinose melodie che ci si sarebbero potute attendere.
A metà strada tra un free jazz fondato sulla energia di Baron e Romano, spesso all'archetto, e la contemporanea che traspariva dalle linee spezzate, dai sussurri e dalle microvariazioni della fisarmonica di Kujala, la musica proposta dal palco del Pinocchio era inidentificabile: astratta e sospesa, magica e fascinosa, ora ipnotica con il suo andamento lento e frammentario, ora descrittiva grazie all'emergere di qualche bozza di narrazione lirica, capace di mantenere sempre altissima l'attenzione dell'ascoltatore anche grazie agli interventi potenti e sorprendenti della Karja, anche lei pianista di ascendenze palesemente contemporanee, ma con uno stile trasversale e percussivo che rimandava alle sperimentazioni di un Cecil Taylor.
Una musica fondamentalmente corale, ma la collegialità della quale si avvaleva dei contributi dei singoli musicisti senza farne sparire la specificità individuale, inclusa quella di Baron, più volte protagonista nelle impennate dinamiche, e dello stesso leader, la cavata del cui contrabbasso era il filo conduttore narrativo che teneva assieme la personalissima espressività delle due tastiere.
Una proposta forse leggermente atipica per un jazz club, questa di The Legends of Otranto, ma che al contrario è stata apprezzata moltissimo, vuoi per le narrazioni delle leggende prima di ogni brano, vuoi per la bellezza della musica, vuoi soprattutto perché quello del Pinocchio è un pubblico maturo, che ha quest'anno riempito il locale a ogni appuntamento, a dispetto di una situazione logistica disastrosa per lavori nella zona della città.
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